Dopo Expo

Dopo Expo...



L'esposizione universale si definisce come un'opportunità per la città che ospita, un'opportunità per modificarsi, reinventarsi, migliorarsi senza dimenticare le ripercussioni positive per il paese intero. Per ben 6 mesi la città sarà protagonista e potrà approfittare di questa effusione mediatica per attrarre una clientela internazionale. Nonostante ciò, la posta in gioco non si limita al 31 Ottobre, l'effetto « expo » rimane effimero e la città si deve tenere conto di quello che avverrà dopo expo.
Per il 2015, questo dovere è affidato alla società AREXPO, con Cecilia Felicetti, Direttrice Generale e Luciano Pilotti Presidente, di cui la Provincia di Milano e la Regione Lombarda hanno ciascuna il 34,67% delle azioni, la fondazione Fiera il 27,66% e il Comune di Rho l'1%.
Per decidere ciò che sarà realizzato sul sito, la società AREXPO ha lanciato delle OPA. Come linea conduttrice, il Mesterplan si concentra essenzialmente sul grande parco unitario che occuperà quasi la metà della zona, ossia 46 ettari sui 105 e dovrà prima di tutto consentire di mantenere una continuità dell'utilizzo e dell'attività del sito per evitare che il Post Expo diventi un cantiere senza fine. E' importante sapere che la superficie messe a disposizione per le costruzioni private sarà inferiore al
25% della zona, con 30 000 metri quadrati di superficie destinati ad alloggi sociali.
La buona notizia è che per il momento, come lo ha dichiarato « Il sole 24 ore » già 12 progetti sono stati presentati, come comunicato dalla società AREXPO.
E' quasi sicuro che uno stadio sarà costruito su circa 12 ettari, un progetto definito come la cittadella dello sport, con una piscina olimpica, un nuovo velodromo e un palazzo dello sport, lavori che devono essere presi in carico da privati e non da finanziamenti pubblici, come lo ha ricordato il Presidente Maroni. Per quanto riguarda il nuovo stadio, si è manifestato un grande interesse dalla parte del Milan AC e dell'Internazionale FC, che sono in competizione. Si tratterebbe di un complesso con numerosi servizi, ristoranti, multisale, che attrarrebbe i cittadini e darebbe loro la voglia di rimanere dalla mattina alla sera e non solo per l'evento sportivo. Possiamo fare riferimento allo Juventus Stadium di Torino che si inscrive in questo concetto e funziona molto bene.


Per quanto riguarda gli altri 44 ettari, saranno trasformati in parco tematico e riguardo alla superficie restante, il gruppo immobiliare Prelios vorrebbe realizzare un « parco dell'eccellenza italiana », che riunirebbe la moda, il design e l'agroalimentare. L'amministratore delegato Andrea Boeri ci spiega i motivi di questo matrimonio : « la prima ragione viene dal fatto che l'ampiezza della zona permette difficilmente di riconvertila soltanto sul tema del cibo, la seconda si concentra sul fatto che, anche se l'expo di Milano è dedicata al cibo, Milano è ugualmente una delle capitali mondiali della moda. La terza ragione è che vogliamo dare a quelli che vengono visitare il sito, una visione integrale del meglio dell'eccellenza italiana. Per finire, la quarta ragione è che crediamo nell'ibridazione delle filiere che possono generare un effetto d'iniziazione.


Per ora, nessuna decisione è stata presa per quanto riguarda un progetto in particolare e nessuna dichiarazione ufficiale è stata fata, malgrado qualche preferenza, rimane soltanto un anno e le decisioni devono essere prese molto rapidamente.

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